"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

lunedì, gennaio 25

Sulla strada intitolata a G.Almirante

Oggi volevo esprimere una serie di dubbi sulla recente decisione di intitolare una strada a Giorgio Almirante. E mi spiego subito: ho dubbi sulle motivazioni "ufficiali" per cui A.R. Guarracino e A. Schiazza hanno proposto di intitolare la strada ad un personaggio così discusso e così ambiguo, ma nutro altrettanti dubbi sulla necessità di organizzare una protesta ufficiale e alzare il polverone che si sta preparando in questi giorni. Mi piacerebbe avere una risposta dalla Signora Guarracino alla prima questione, poichè credo che tra tutti i personaggi del periodo fascista a cui poteva intitolare una strada, Giorgio Almirante sia proprio uno dei meno indicati. Sciogliamo subito un nodo: non sono un estimatore di Mussolini nè dei metodi del fascismo; tanto più che in quel periodo la mia famiglia fu danneggiata sensibilmente - e nella conferenza dedicata a Beniamino e Ermanno Fiamma, forse, ascolterete qualcosa. Se la Sig. Guarracino, "nostalgica" o semplice "sostenitrice" di quel periodo (in barba alla legge, io credo che un uomo abbia comunque il diritto di credere nella figura storica di Mussolini), aveva intenzione di portarci alla mente delle figure importanti della destra sociale della prima metà del '900, a mio modesto parere poteva benissimo indirizzarsi verso altri individui. Credo, difatti, che bisogna liberarsi dal complesso anti-fascista e cercare di utilizzare un metro più "vuoto", più distaccato dalla rabbia post-guerra e dai risentimenti, che generano solo nuova violenza. Quali individui? Ad esempio coloro che hanno animato il dibattito culturale e letterario dei primi anni '20. Già, perchè nonostante l'immagine del fascista rozzo e del governo che incentiva l'ignoranza e non la cultura, durante il fascismo abbiamo avuto uno dei migliori "ministri della pubblica istruzione" (con un nome attuale) che l'Italia ha potuto vantare nell'ultimo secolo. Giovanni Gentile, l'ultimo italiano che ci viene invidiato tra gli intellettuali d'Europa, istituì le scuole elementari e l'obbligo fino ai 14 anni e fu uno dei massimi esponenti dell'idealismo. Con altrettanta stima penso ad Ezra Pound, che, lo ammetto, leggo spesso con piacere e che sembra essere, come lo definisce Massimo Cacciari, un "profeta biblico". Insomma, potrei andare avanti e mi limito solo a personaggi della cultura: quell'Italia era ricca di movimenti culturali, sintomo di un grande fermento, a cui va resa giustizia. Anche la nostra Costa Teatina offrì gente di valore e penso a d'Annunzio, a Filippo Masci, al Circolo di Michetti e così via. L'idea del fascista "rozzo e ignorante" è stata difatti la classica montatura del vincitore-buono contro il cattivo. Questa usanza è rintracciabile sin dall'antichità, quando, ad esempio, i Persiani passarono come "barbari" e "ignoranti" alla Storia Europea, non a caso scritta dai Greci, fino all'attuale immagine stilizzata del leghista rozzo con il bastone intento a correre dietro ad un manipolo di immigrati. Ora cambiamo punto di osservazione. Scrivevo quanto il polverone contro questa intitolazione di strada mi sembri eccessivo e in un senso ben preciso: è lo stesso polverone che si sarebbe alzato negli anni '60, quando le ferite della guerra erano ancora vive e quando i partigiani erano il nucleo della nuova Italia in ripresa. Io credo che per una nazione matura sia necessario conciliarsi con il proprio passato - conciliazione che non significa giustificazione o negazionismo - per proiettarsi verso un futuro di armonia e libero da risentimenti. E la riconciliazione non può che avvenire a livello della Cultura, dove più chiaramente è possibile rintracciare autenticità e intelligenza anche in quel periodo, che pare sempre molto, forse troppo, buio e primitivo. D'altronde, ad esempio, buona parte della sinistra intellettuale, realmente democratica, ha iniziato da qualche anno a leggere e studiare Carl Schmitt, il giurista di Hitler e ad apprezzarne alcuni spunti. Ecco che la mia personale proposta sarebbe quella di aggiustare il tiro e intitolare la strada ad un personaggio di rilievo dell'epoca fascista, come un Giovanni Gentile, un Ezra Pound o persino qualcuno delle nostre zone. La strada può essere l'occasione per provare da un lato (destra) a sdoganare quei pregiudizi culturali ai quali facevo riferimento e ridare così dignità ad un periodo importante della storia d'Italia; dall'altro (sinistra) per riconciliarsi con questo passato in maniera finalmente civile e matura.


5 commenti:

Gianni di Gregorio ha detto...

Caro ANDREA, il polverone é già alto e tarderà a riposare sul vecchi libri di storia. Brevemente in pochi punti:
1 - Uno dei principali difetti della politica italiana, spesso in malafede, é quella di parlare di mutande e carciofi allo stesso tempo, mischiando Stalin, Hitler, Berlinguer, Marx e Mussolini volendo dimostrare una vasta cultura politica. Si dimostra solo una grande confusione politica. Il Fascismo é un metodo politico che non ha funzionato, non funziona e ha causato gravi danni all’Italia. E’ semplicemente un sistema dittatoriale e repressivo che va esattamente nel senso opposto dello sviluppo sociale italiano e mondiale.
2 - L’anti-fascismo non é un “complesso”. Semplicemente é l’insieme di idee contrarie al fascismo. E’ facile. Io, tu e molti altri siamo anti-fascisti perché non apprezziamo questo metodo di governo senza essere per forza comunisti, bolscevichi o sciocchezze del genere.
3 - Quelli che pensano di essere fascisti pensano che “credere, obbedire e combattere” sia un giochino, un ritornello, che contrappongono ad altri ritornelli, e così via. L’Italia é una repubblica democratica e parlamentare che non ha bisogno ne di giochini ne di ritornelli.
La medaglia di Ortona, la storia, i ricordi, i morti, i valori di una antichissima comunità rappresentano tutto questo.
4 - Ortona non ha bisogno di una Via Almirante perché non la vuole. Fratino e Guarracino non hanno una cultura democratica, hanno solo una cultura affaristica e questo per loro rappresenta solo un affare politico. Nient’altro. Un mercato, uno scambio.
Almirante non era un democratico, é solo stato “costretto” alla democrazia. Oggi si direbbe: un voltagabbana, uno che voltò il mantello per pura convenienza o perché costretto dagli eventi.
Non credo che tuo padre ti dica: prendi esempio da Giorgio Almirante.
6-Per ultimo. Guarracino, Schiazza, Piccinno, Fratino, tu, io e milioni di italiani hanno diritto alla parola in un Consiglio comunale, su un blog o per strada grazie alla democrazia, alla libertà e all’antifascismo. Non il contrario, non lo dimenticare mai. Io e milioni di altre persone faremo sempre il massimo per permettere questo a te ad a tutti gli altri.

Andrea Fiamma ha detto...

Gianni, per quanto condivisibili, le tue sono affermazioni rigide e secondo me un po' - senza offesa - da facilone. Troppo facile dire che il fascismo è nero e tutto il resto è bianco, perchè così si nasconde la trave che hai nell'occhio. Perchè tutti ne abbiamo una. No, io sono convinto che c'era del buono in quel movimento così come c'erano grandi menti in quegli anni e credo sia un diritto di chi si crede "figlio" di quella cultura cercare di recuperare queste cose positive. Se Guarracino etc. credono di esser tali è bene che facciano una battaglia in merito. Certo, non mi torveranno dalla loro parte, ma è loro diritto-dovere proporsi. Poi la democrazia è così: ti boccia. L'intitolazione della strada, ad esempio, ha un iter molto più lungo del semplice consiglio comunale (l'ho imparato proprio in questi giorni, non lo sapevo) e quindi mi dicono che difficilmente andrà in porto. Mi dicono. Ma non è tanto questo, io avevo proposto una strada "alternativa", che, credo, possa far del bene anche alla nostra democrazia, ma a quanto pare non l'hai manco letta. Vabè. Saluti.

Gianni di Gregorio ha detto...

Si, sono un facilone, nel senso che semplifico le cose per poterle risolvere subito e bene, senza tanti giri. Questo sistema non é il massimo, ma risolve problemi con praticità e fa capire alla gente la mia idea.
Nel pacchetto di personaggi che tu proponi c’é di tutto. Se parliamo di poeti essi rappresentano la poesia, ma pensare a D’Annunzio come politico cadiamo nello stesso buco nero. Rappresenta il fascismo, quindi la dittatura. Se pensiamo a Karl Schmitt come giurista, non credo che ad Ortona siano interessati alla sua figura, ma se lo colleghiamo al pensiero di Hitler allora il buco é lo stesso.
Gentile ha fatto una riforma importante per l’epoca, ma comunque era un ministro fascista e che ovviamente rispecchiava l’opinione di Mussolini. Come lo ricordiamo? Ministro o fascista? Se era così bravo allora era bravo anche Mussolini che lo nominò ministro, o no?
Anche Hitler aveva delle buone ragioni per sterminare gli ebrei, ma questo non vuol dire che abbia fatto bene. Anche Stalin aveva le sue buone ragioni in nome della Russia a togliere di mezzo un bel po’ di gente, ma nemmeno questo vuol dire che abbia fatto bene.
Non confondiamo il revisionismo e lo sdoganamento con la storia.
Via Almirante, l’ho già detto giorni fa, non andrà in porto per 2 motivi:
1 – Ortona non la vuole, non ci venderemo la medaglia per far piacere a Fratino ed alla Guarracino.
2 – Fratino e Guarracino saranno pubblicamente sbugiardati e rimarranno soli. Dovranno trovare altra merce di scambio per la loro politica.

Andrea Fiamma ha detto...

Ecco questa argomentazione è fuori tiro. Nel senso: cazzo, sì che ha fatto bene Mussolini a nominare Gentile! Ma è un esempio. Se non usciamo dall'idea che tutto ciò che un uomo ha fattop è stato male e tutto ciò che gli va contro è bene allora, scusa, ma della storia non ci si capisce molto. Sul fatto che a Ortona non interessi nulla nè di Schmitt nè di pound o altri sono d'accordo, ma difatti erano solo esempi per mettere in evidenzia il ragionamento. Tutto qui. In ogni caso, mi hai chiesto di far pubblicità a questa polemica e, come vedi, credo non ci sia stato modo migliore che mettere in campo opinioni, più che un semplice messaggio. Grazie, ci vediamo sabato 30 alle 17.00. :)

Gianni di Gregorio ha detto...

Gracias a ti. Adios muchacho, nos vemos el Sabado.