"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

sabato, ottobre 23

Cusanus Forschung

Questa sera vi scrivo mentre sono di ritorno dal convegno annuale della Cusanus Gesellschaft, che si è tenuto nell'Institut für Cusanus-Forschung, dell'Università di Trier. Inutile sottolineare come i tre giorni siano stati densi di spunti e di grandi riflessioni, in compagnia di docenti europei, sudamericani, statunitensi e giapponesi; insomma, è stata l'occasione giusta per confrontarsi con mondi e culture differenti, tutti accomunati dalla passione per il pensiero, la filosofia e dall'ammirazione per la statura intellettuale del Card. Cusano, che ne esce, anche stavolta, come una figura davvero fuori da ogni tentativo classificatorio o riduzione al rango di mero teologo, filosofo, matematico piuttosto che astronomo o studioso di lettere antiche. Gli interventi sono stati omogenei e hanno coperto molti settori della vastissima produzione del Cusano, dalla matematica, alle lettere e - più interessante per il sottoscritto - alla Teologia mistica, di matrice dionisiana. In realtà ciò che più colpisce dell'organizzazione del convegno non sono i contenuti, ma l'immensa disponibilità dei docenti tedeschi, il tatto e il rispetto nei confronti di un giovane studioso come il sottoscritto. Un rispetto che manca troppo a questa università italiana, che ancora una volta si dimostra troppo lontana dall'ambiente fruttuoso di ricerca. Un caro saluto agli amici dottorandi con cui ho condiviso questi tre giorni cusaniani.


9 commenti:

sgubonius ha detto...

Allora poi mi dirai cosa ne pensi del perfezionamento schellinghiano del compossibile cusaniano di cui parla Cacciari!

Più astruso di così, è difficile!

Lizzy ha detto...

Ciao! Volevo dirti che trovo il tuo blog davvero interessante, spero di leggerti ancora! Lascio un consiglio per una pagina che sono certa ti piacerà:
http://misselizab3th.blogspot.com/
A presto e in bocca al lupo!

Andrea Fiamma ha detto...

Ciao Lizzy grazie per il link e per i complimenti. Ora che ci siamo trovati, cammineremo insieme. ;)


Sgub, devo confessarti che il mio primo approccio con l'opera del cardinale Cusano è stata proprio la lettura di quel prezioso frammento di cacciari a cui fai riferimento. Quindi, capirai bene, non posso che esserne un profondo ammiratore dato che a mio avviso determinati temi, come la ricerca del principio, sono comuni in ogni luogo e in ogni tempo ad ogni uomo. Tuttavia l'approccio di Cacciari, fortemente teoretico, ha un punto debole: ciò che intendeva Cusano con Principio, Fondamento etc. è storicamente diverso da ciò che intendeva Schelling. Insomma, posso evitare di dilungarmi. L'approccio tutto teoretico di Cacciari fatica sul piano storico e storiografico, dove, invece, potremo rintracciare tante differenze proprio per ciò che l'uno e l'altro pensavano quando pronunciavano determinati termini - tutti rigorosamente in latino, questo sì ehhe. Non so se ti ho soddisfatto o meno.

sgubonius ha detto...

Beh in verità io cercavo proprio il dilungarsi!!!

Ovviamente non sono cose da due righe, ma anche io ho trovato Cacciari un tantino ossessionato dal voler "fare di tutta l'erba un fascio" in dell'Inizio. E' fra l'altro una cosa che lo accomuna a tanti filosofi (penso ad Heidegger che trovava ogni modo per buttare tutti gli altri dentro la "storia della metafisica" o Nietzsche con la morale, Hegel con tutto ciò che manca di dialettica e via dicendo). In particolare per Cacciari il discriminante fra lui e gli altri (banalizzo per brevità) sta in questa questione del fondamento, che secondo lui in Cusano sarebbe ancora troppo "derivabile". Mi pare invece che sia solo seguendo una logica di tipo cusaniano, della complicatio in qualche modo "discontinua", che si può mantenere l'equilibrio (sempre ad evitare i due estremi delle sintesi hegeliane) fra oblio e memoria dell'Inizio che Cacciari propugna.

Soprattutto quanto egli imputa a Cusano (di non permettere al suo possest di non essere) mi sembra, e mi pare tu stesso lo confermi, una lettura parziale e inefficace dei suoi scritti. Tutta la dialettica trinitaria e soprattutto la mediazione del Cristo hanno dentro gli elementi per mostrare proprio che come il meccanismo preservi quel limbo d'origine. Tutto questo Schelling nel suo essere molto più impastato di idealismo lo perde proprio nel cercarlo e postularlo.

Insomma senza nulla togliere al testo di Cacciari che è meraviglioso, e a cui si devono scusare i mezzi in nome del risultato, penso che uno studio attento di quelle logiche cusaniane (magari con integrazioni spinoziane e nietzschiane, dal possest alla volontà di potenza) potrebbe essere una frontiera interessante.

Andrea Fiamma ha detto...

Alberto, mi stupisci sempre più. Ma non è che ti interessa un dottorato in filosofia? Ehehe. Lo scrivo perchè proprio quel percorso a cui accenni è per me di grande interesse e potrebbe costituire uno spunto importante per lavori futuri. Comunque inutile dire che sono del tutto d'accordo con te e che stavolta mi tocca staccarmi da Cacciari. Succede, di tanto in tanto - per fortuna! Un abbraccio e scusa per la risposta tardiva.

sgubonius ha detto...

Non preoccuparti per i ritardi, si spera che almeno queste cose sfuggano un po' al vorace Chronos "edax rerum" (sto diventando come Cacciari!). Scherzi a parte, vedremo se dà frutti la questione in futuro. Cacciari comunque, imprecisioni filologiche a parte (ma come diceva Nietzsche la filologia è pur sempre solo presupposto al filosofare), mi sembra essere oro colato per battere queste strade. In aggiunta penso si possano tracciare dei parallelismi anche con l'approccio di Derrida (sul supplemento d'origine) e Deleuze (per i fondamenti della filosofia della differenza come anti-hegelismo, ma anche le critiche ad una trinità dialettica dell'Anti-Edipo). Probabilmente questi autori esulano un po' dal tuo campo, ma gli spunti sono molto costruttivi penso.

Andrea Fiamma ha detto...

Sì difatti sono molto interessanti, ma dovrei conoscerli meglio per potermi esprimere. Purtroppo il paradosso dello studioso di filosofia è che quel Chronos "edax rerum" ti avvolge talmente tanto che non hai tempo per approfondire e pensare; o anche, banalmente, per leggerti qualcosa che esula dal tamburibbattenti militare che scandisce la tua giornata. Speriamo che in un prossimo futuro qualcosa mi permetta di dedicarmici appieno magari appunto per un dottorato, ma incrociamo le dita. Al solito se hai spunti particolari su questi autori, inviameli pure!

Salutissimi
;)

sgubonius ha detto...

Purtroppo sono tutte cose difficilmente sintetizzabili. A tratti qualcosa è stato sicuramente toccato anche qui fra una questione e l'altra. Vediamo in futuro se si riuscirà a trovare un ponte non troppo stretto fra i due mondi.

(nel caso di più attinente ai tuoi studi penso ci sia qualcosa di Derrida, in particolare quando parla della teologia negativa, per esempio nel saggio "Denegazioni: come non parlare")

Andrea Fiamma ha detto...

PS: Domani inizierò a seguire un seminario qui a Stuttgart su "Spinoza in Francia". A quanto ho visto ci sono testi di Derrida, Foulcault, Deleuze, Negri e altri... ti saprò dire ;)