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Visualizzazione dei post da 2008

Sull'inizio - (01/01/2009?)

Inizia l'anno nuovo. Nei giorni scorsi un amico mi diceva: «Che festa stupida. Perchè dovrei andare nei locali dai prezzi gonfi o far festa per un giorno che si è scelto essere il primo di un anno?». In effetti lui colpisce un punto interessante e, esclusa un po' di iniziale reticenza, ho preso subito a cuore la sua osservazione. La prima riflessione è che le dimensioni e le usanze di questo «inizio» stridono abbastanza con il clima raccolto e, per pochi, di forte spiritualità del Natale. Ora, cosa c'entrano l'anima e il Natale in questo contesto? Mi veniva in mente Gregorio di Nissa: «con Te percorrerò sempre nuovi inizi». Certamente la citazione così astratta da tutto il proprio contesto non vuol significare nulla; eppure pensavo che probabilmente per l'uomo pensare l'Inizio, quotidiano o metafisico, fisico o temporale, sia più una necessità logica (del Logos) che una «convenzione», come diceva il mio amico. Certamente il fatto che proprio quel giorno lì sia …

La nascita di Dio nell'anima dell'uomo

La predica di Natale di Johannes Tauler

“Un bimbo è nato in noi, un figlio ci è stato dato” (Is 9,6)

Questa predica sulla triplice nascita di Dio insegna come dobbiamo raccogliere le tre forze della nostra anima e rinunziare alla nostra volontà.

In questo giorno la santa cristianità celebra una triplice nascita, in cui ogni cristiano dovrebbe ricevere immensa gioia e giubilo interiore. E un uomo che non sperimentasse nulla in sé dovrebbe spaventarsi. La prima e più sublime nascita avviene nel momento in cui il Padre celeste genera il Figlio unigenito nell'essenza divina e nella distinzione della persona. La seconda nascita, che oggi viene appunto celebrata, è la vergine e pura fecondità materna. La terza nascita avviene quando Dio nasce, in modo vero e spiri­tuale, ogni giorno ed ogni ora nell’anima buona. Queste tre nascite del Signore vengono celebrate nelle tre sante Messe. La prima Messa si celebra nella notte oscura ed inizia con le parole: “Il Signore mi disse: Figlio mio ogg…

La nostra provocazione per il sociale

Volevo riflettere su una questione, alla quale, forse, essendo interessato in prima persona, sono tentato di dare un peso eccessivo. Mi riferisco alla provocazione di Officina Ortona in merito alle ripetizioni gratuite che da qualche tempo stiamo "offrendo" e alle quali abbiamo registrato una risposta pressocchè nulla. Premetto che a me personalmente e all'officina stessa non interessa farci mera pubblicità nè tentare di cooptare ragazzi perchè siamo un'associazione culturale senza scopo di lucro o secondi fini che non siano la promozione delle attività giovanili e del fermento delle intelligenze. L'idea delle ripetizioni è sorta tempo fa poichè abbiamo notato come troppo spesso si combinano alcuni elementi importanti:

1) Ragazzi che hanno difficoltà con lo studio.
2) Mancanza di tempo in familia da dedicare a seguire il figlio.
3) Mancanza di denaro da investire nelle ripetizioni del figlio.

Accade che i genitori o lavorano o, per un valido motivo qualsiasi, a casa …

Il canto popolare

Giorni fa ho avuto occasione di commentare con alcuni amici i risultati delle elezioni regionali qui in Abruzzo e si discuteva della scarsa affluenza alle urne. Sostenevo che il 52% di voti sui possibili votanti è un dato davvero imbarazzante e per noi ortonesi ancor di più se notiamo che nella nostra cittadina i votanti sono stati il 46%. Gli italiani non meritano la democrazia. Questa assenza dalle urne a mio avviso è solo un insulto verso la nostra terra, verso il nostro passato e verso il lavoro e il sangue dei nostri antenati. A questo proposito, nel tentativo di rinvigorire il nostro spirito critico e farvi riflettere sul tema, vi invito ad leggere la poesia Il canto popolare di P.P.Pasolini, presente nella raccolta Le ceneri di Gramsci. Sulla rete si trova anche una registrazione della poesia recitata da Pasolini stesso (qui)

P.P.Pasolini, Le ceneri di Gramsci, Garzanti 2006

Ortona, Chiesa Cattolica, anno di grazia 2008

125. L’uomo folle. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un…

Fine della morte?

Prendo spunto da un breve e significativo articolo di Paolo Ferrante (qui) per cercare di riflettere sul posto e sulla percezione dell'evento della morte nella "visione del mondo" della nostra società. Certamente la vastità del problema esula da questo contesto e perciò mi limiterò a riflettere su alcune affermazioni presenti nell'articolo citato. Come d'abitudine mi piacerebbe iniziare con l'inquadrare la genesi del problema e dei relativi tentativi di approccio, perciò - con buona dose di narcisismo - rimando ad una mia recensione ad un saggio di H.Jonas, Il problema della vita e del corpo nella dottrina dell’essere (qui) che illustra bene la questione.se si affida la morte alla tecnica si finisce per assegnare delle risorse (umane) a questo affare che, di conseguenza, non ha più nulla di misterioso o di sacro, non è più qualcosa a cui educarci. E' un affare come tanti. Così Paolo Ferrante chiude l'articolo e ci apre diverse vie: cosa significa aff…

Chi è il mio prossimo?

Chi è il mio prossimo? Come approssimarsi al prossimo? A cosa il prossimo mi chiama? Dove mi chiama? Nelle mie riflessioni ho avuto modo di approntare questo pròblema lasciandolo spesso aperto. Un'occasione per rientrare nella questio ci viene offerta da M. Cacciari e Mons. G. Ravasi nei loro interventi, dai quali sarebbe bene estrapolare una piccola antologia per fissare alcuni concetti ed espressioni da non dimenticare nei nostri futuri naufragi.

«Qual'è questa prossimità che non annulla mai la distanza, anzi che invita a pensare proprio la distanza come un tenere-insieme, un col-legare senza legare? Dove ha luogo questo movimento, per cui possiamo pensarlo davvero come necessario? In noi stessi. Cos'è più prossimo a me di me? Dove posso trovare una prossimità più prossima? Qual'è quel prossimo che non potrò mai fare a meno di avere con me? me stesso. E non è qui che trovo la necessità della distanza? Quando mai so chi sono? Quando mai cesso di essere straniero a me? …

Da Parmenide a Cusano per un nuovo Fondamento

L'intervento odierno prende spunto dalla lettura di un saggio del prof. Klaus Held, fenomenologo, dal titolo «Sugli antefatti della prova ontologica dell'esistenza di Dio - Anselmo e Parmenide», reperibile a questo indirizzo (qui). Gli spunti sono tanti e non ho intenzione di percorrerli tutti, sia per ovvie questioni pratiche sia perché non sarei in grado di esaurire determinati punti polemici e mi riferisco in particolar modo alla presenza del nominalismo in Anselmo stesso, che Held segnalava. Mi piace invece sottolineare un'osservazione più ad amplio raggio, presente a pag 18 del testo, quando l'autore nota che «il tentativo di trovare una certezza inconfutabile come punto di partenza per tutti i successivi passi di riflessione» è presente nelle tre opere fondanti le tre grandi epoche dell'onto-teo-logia prima di Kant: Il poema didattico di Parmenide, il Proslogion di Anselmo e le Meditazioni metafisiche di Cartesio. Benchè Held non abbia approntato la questione…

Un mondo irreale

Oggi prendo spunto da una gradita e-mail di un amico, il quale mi invitava a riflettere su un video particolarmente "pungente" trovato nella rete (qui). Con cognizione di causa parlo di "video pungente" perchè una scena del genere colpisce direttamente la nostra sensibilità e, forse, il nostro stomaco, benché siano "soltanto" dieci minuti, questi sì, davvero noiosi.
Cosa ne pensi di quella roba? Che effetto può avere sui ragazzi che si ritrovano quelle trasmissioni sparate nelle TV appena le accendono... che ascoltano quei non-discorsi....che guardano un mondo irreale...
Ti mando uno stimolo a riflettere su questo massacro culturaleLa preoccupazione è giustamente ad amplio raggio, è culturale, perchè forse il "male" della nostra società è davvero culturale e poco importa se si chiami Nichilismo o altro, perchè è un vuoto ben visibile che aleggia su tanti non-discorsi, in tanti non-luoghi (Augé), come quella sala televisiva. Le vie da percorrere ne…

"Gli spazi nella città" con M.Cacciari e V.Sgarbi

A causa di alcuni impegni arrivo in ritardo nel segnalarvi questa interessante discussione, su tema a me molto caro, avvenuta la sera del 19 novembre ad Otto e Mezzo, ma per fortuna quella mezz'oretta di programma è presente sul sito dell'emittente La7 (qui). La discussione verte soprattutto sulla funzione dei sindaci e di gruppi locali nella valorizzazione degli spazi cittadini, nell'orizzonte della città, benché i casi citati dai sindaci Sgarbi e Cacciari siano legati ad opere di grande fattura, quali il restauro delle vecchie abitazioni di Salemi o la gestione dei musei a Venezia. Ciò che mi interessa primariamente e che possiamo assumere anche per la nostra Ortona è la concezione di città quale orizzonte entro il quale coordinare le risposte alle esigenze cittadine, alle iniziative culturali oppure a qualsiasi altro programma e interesse. Si tratta di mutare la prospettiva in toto perchè pensarsi come città non può che essere uno sforzo quotidiano non solo dell'amm…

Quanto "senti" il passato?

Il 14 novembre è una data particolare, poichè curiosamente ricorrono i decessi delle due maggiori personalità dell'età moderna, ovvero Gottfried Wilhelm Leibniz e, un secolo più tardi, Georg Hegel. Prima di iniziare la stesura dell'intervento e precisamente nell'accingermi a scrivere, sono rimasto d'improvviso come interdetto e di scatto ho alzato le mani dalla tastiera, chiedendomi: che senso ha stendere il panegirico di due persone defunte, seppur capisaldi della cultura occidentale? Che ragion d'essere ha un intervento che tratti del passato meramente tale, senza possibilità di andare oltre? Certo, Hegel mi avrebbe redarguito perchè la filosofia è innanzitutto coscienza di ciò che già "necessariamente" è stato. Così grazie ad Hegel e Leibniz o, insomma, tramite il triste incrocio delle loro vite, abbiamo l'occasione per porci il problema del passato: in che misura il nostro passato debba influenzarci? La nostra tradizione può sicuramente divenire l…

La televisione e la fine del mondo

I mezzi di comunicazione (quelli pubblici, ovviamente; quelli privati, si sa, dicono sempre la verità!) non dovrebbero seminare sfiducia tra la gente, colorando a tinte fosche la nostra attuale situazione, che in fondo così grave non è: così Lui ci ha detto (ipse dixit) in questi ultimi giorni.
Torna spontaneo alla mente un celebre aforisma kierkegaardiano.
Un giorno, in un teatro di Copenaghen, durante uno spettacolo di comici (una sorta di Zelig danese), presero improvvisamente fuoco le quinte. Corse allora sul palco uno degli attori per avvertire il pubblico del pericolo, ma gli spettatori, che si stavano davvero divertendo, credettero si trattasse di uno scherzo e cominciarono ad applaudire. Allora il comico decise di ripetere l'avviso. Ma inutilmente: la gente continuò a sbellicarsi dalle risa e ad applaudire sempre di più.
E' probabile che il mondo finirà proprio così - nota Kierkegaard - fra l'entusiasmo divertito di uomini spiritosi e imbecilli che crederanno (o cui …

Inaugurazione di "Officina Ortona"

Questa settimana ho dovuto tralasciare la cittadella perchè la data di inaugurazione dell'associazione incombeva e i lavori (quelli materiali) dovevano esser completati. L'inaugurazione si è tenuta ieri e sono uscite già alcune proposte e problematiche da risolvere, perciò sono rimasto soddisfatto, nonostante si fosse prevista un'affluenza maggiore rispetto alla 50ina di persone presenti. In particolar modo avrei gradito una partecipazione attiva da parte dei ragazzi delle scuole superiori (ne erano 5-6) poichè lì abbiamo incentrato i nostri sforzi e le risposte sembravano esserci. Non importa, avranno modo di rimediare presto perchè ci incontreremo ogni venerdì, a partire dal prossimo, in cui cercheremo di concretizzare le prime proposte avanzate da alcuni ragazzi presenti, come il Cineforum, i caffè filosofici e la realizzazione di un punto internet nella sede. Eviterò di dilungarmi nella cittadella perchè d'ora in poi per qualsiasi aggiornamento e informazione vi ri…

Nicola Cusano: anelare alla Sapienza significa essere edotti sull'ignoranza

E poichè [la Sapienza] è inesprimibile in ogni modo di parlare, non si può pensare alcuna fine di queste maniere di parlare, perchè essa è impensabile in ogni pensiero, essa, per la quale, nella quale, dalla quale tutte le cose sono. E non si devono stimare in alcun modo sapienti (possessori del sapere) coloro che ne parlano solo con la parola, e non per averla essi stessi assaporata. Per contro parlano della sapienza in quanto la sperimentano con gusto, quelli cioè che mediante essa sanno tutto nel senso di non sapere nulla di tutte le cose; infatti mediante la sapienza e da essa e in essa sussiste ogni sapere a sé cosciente. Essa stessa tuttavia, poiché abita nelle supreme altezze, non è gustabile da nessun sapore. Viene dunque gustata in modo non gustabile, poiché è ancora al di sopra di tutto l'assaporabile: al di sopra del sensibile, del razionale e dell'intelligibile. Ma ciò significa gustare non gustabilmente e da lontano, come quando si può chiamare anche un profumo un…

Questione dei preti omosessuali: dov'è la vera libertà?

La notizia che vi vorrei proporre di discutere oggi, che poi notizia non è, riguarda una delle tipiche reazioni di determinate associazioni o gruppi che si aggirano nel sottobosco della nostra democrazia e che sono spinti esclusivamente da moventi ideologici e di bassa lega. Nello specifico, benchè la situazione meriti maggiore approfondimento e non sia facilmente riconducibile a categorie di pensiero prestabilite, vorrei discutere il commento di tal Franco Grillini ad un comunicato della "Congregazione per l'educazione cattolica", sul quale potete trovare maggiori informazioni qui. Grillini è uno degli esponenti della comunità che in Italia dovrebbe difendere i diritti degli omosessuali, ma per completezza vi rimando alla sua biografia presente su Wikipedia (qui). Ad avviso di Grillini, le direttive della Chiesa Cattolica presentano una «brutale discriminazione che contribuisce a diffondere il veleno dell'esclusione e del razzismo omofobico». Non solo; Grillini illu…

Sappiamo solo occupare?

Questo scritto ha avuto difficoltà a nascere, perchè non è semplice prender coscienza della chiusura dei propri orizzonti. L'impressione è quella di essere chiuso da ogni lato, di trovarsi davvero tra vasi di ferro, come il simpatico Don Abbondio. Il teatrino della politica e delle manifestazioni di piazza diviene tremendo e insopportabile quando tocca le fondamenta della civiltà. La cultura è una cosa seria, non si può piegare alle esigenze economiche nè alla violenza delle manifestazioni di massa, in cui "non si sa chi decide", come scriveva Heidegger. Ieri sera leggevo un articolo dell'ANSA, a cui come di consuetudine vi rimando (qui) sulle cosiddette "occupazioni" delle scuole superiori e delle università. Questa mattina hanno occupato anche la scuola di mia sorella. Mi torna in mente quella mattina di 3 anni fa, quando formai un "fronte del no" in occasione di una pseudo-occupazione che un caro amico organizzò al nostro liceo: subito rimasi c…

Associazione culturale "Officina Ortona"

E che dire di una società che non impiega il massimo della sua forza biologica, quella che i giovani esprimono dai quindici ai trent’anni, progettando, ideando, generando? […] Non è in questo prescindere dai giovani il vero segno del tramonto della nostra cultura?

U.Galimberti, L’ospite inquietante, Feltrinelli 2007

L’Associazione Culturale “Officina Ortona” si propone di avviare una serie di dibattiti su qualsiasi tematica, fatto o questione riguardante la quotidianità del vivere cittadino. Gli incontri hanno l’aspetto di “laboratori” ovvero di spazi aperti ad ogni iniziativa e proposta in cui ognuno possa partecipare attivamente, esprimendo in libertà il proprio punto di vista e dando il proprio contributo nella forma e nelle modalità che preferisce. Il laboratorio è rivolto a tutti cittadini, in particolar modo ai giovani, che difficilmente hanno a disposizione un luogo dove discutere e crescere insieme. L’intento è quello di creare un gruppo compatto che sappia “pensare insieme” e c…

Dio in tribunale?

Noi studenti di filosofia siamo abituati alla messa in discussione radicale di ogni asserzione e di ogni principio. Nelle pagine finali della Kritik der reinen Vernunft, Kant chiama dinanzi al "tribunale della ragione" i concetti metafisici di Dio, dell'immortalità dell'anima e della libertà. L'acuta critica del filosofo vibra nel cielo della ragione, è la colomba che vola, eppure c'è chi ha pensato di far vibrare fisicamente determinate accuse. Leggo difatti, con stupore, su Repubblica, la notizia di un senatore americano che ha intentato una causa contro Dio, ritenuto responsabile di continue "minacce terroristiche" e di "terremoti, uragani, guerre e nascite di bimbi con malformazioni". Vi rimando direttamente alla pagina citata (qui), anche perchè sarebbe sgradevole dover commentare ulteriormente.

Una questione di "tolleranza religiosa"

Ieri notavo un breve commento apparso su "Il Foglio" (qui) nel quale si metteva in discussione "la provocazione lanciata da tre consiglieri regionali liguri del centrodestra" di mettere a referendum la concessione o meno di costruire un "edificio destinato a ospitare riti religiosi". Premetto che l'occasione di tale tematica giunge soprattutto dalla discussione del post Ai figli il cognome della madre. Perchè? e in questa occasione pretendo di allacciarmi alla politica nel senso originario, prescindendo dal calderone attuale. Ci tenevo a precisarlo per evitare che qualcuno possa leggere, tra le righe, alcuni ipotetici riferimenti a precedenti parapiglia avvenuti in questa sede (questo in particolare). Entrando nel merito dell'articolo, inizierei con il puntualizzare un elemento decisivo: la critica che mi sento di muovere non è tanto alle conclusioni, con le quali sostanzialmente sarei persino in accordo, bensì al percorso e ai motivi che le sorre…

L'infedele

Volevo segnalarvi che da quest'anno il programma televisivo di Gad Lerner, L'infedele, è visibile integralmente su internet al sito dell'emittente televisiva La7. (qui) Per quanto possa esser sgradevole far pubblicità, ho ritenuto opportuno avvisarvi di questo passo avanti verso il mondo della libertà di pensiero, perchè la cultura non può essere soggetta ad alcun copyright: la cultura non è di qualcuno ma è di tutti e deve essere fruibile immediatamente per tutti e non in formato "mini" (video-riassunti di 10 minuti). Le motivazioni del mio invito a seguire la trasmissione di Lerner non sono certo circoscritte alla nota precedente: la considero davvero "la migliore" del piccolo schermo, sia per la saggezza con cui viene condotta, che per l'efficacia dei temi, sempre pregnanti e mai scelti per "moda". Inoltre la "statura" intellettuale degli ospiti presenti è sempre motivo di interesse e qualità di risultati. A proposito di ospit…

Video-intervista

Vi segnalo una divertente "video-intervista" che l'amica Maria ha realizzato e montato in occasione del festival della filosofia di quest'anno. Dopo aver pranzato con il classico cestino filosofico, ci siamo seduti a chiacchierare spensieratamente in Piazza Grande a Modena, in attesa di J.L. Nancy ed è venuto fuori questo video (ben montato). I temi trattati sono il caffè filosofico, in particolare quello di Pescara e i "nuovi arrivi" ad Ortona, con una breve anticipazione sulla nostra iniziativa (Officina Ortona).

Guarda il video

Francesco d'Assisi

Ma perch'io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.

La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;

tanto che 'l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.

Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.


Dante Alighieri, Divina Commedia; Paradiso, Canto XI
Ho avuto difficoltà a trovare il modo di introdurre degnamente la figura di Francesco d'Assisi per il profondo rispetto e gratitudine che serbo nei suoi confronti e per questo motivo ho deciso di affidarmi alle terzine del Sommo Poeta, insuperabile nel dipingere l'amore e la spiritualità. Francesco d'Assisi si spense il 3 ottobre 1226 nella chiesetta della Porziuncola, il luogo dove volle tornare prima della morte, "ch'el meritò nel suo farsi pusillo"(Dante). La spir…

La natura umana

Ho deciso di dedicare un posto particolare nel blog alla questione perché vorrei cogliere l’occasione per precisare un’altra idea e un altro tema ricorrente nella nostra società. La discussione con Maria prende spunto dall'ultimo post e perciò questo intervento è scritto per lei, in seconda persona. Il senso che tu dai al termine Natura mi sembra sia da discutere perchè l'ho percepito molto affine al mondo degli animali e al mondo degli istinti e difatti concludi che "l'etica più "naturale" al mondo è proprio l'utilitarismo in tutte le sue forme, anche quelle più sofisticate." e parli esplicitamente del soddisfacimento degli appetiti:L'appetito è un animale che cerca costantemente il suo "cibo". In chiave umana, l'Ego è il pragmatismo in persona che cerca sempre l'utile e il tornaconto personale.
In quest'ottica, la cultura è solo uno strumento per soddisfare appetito e appetiti diversi.A me sembra che il termine natura deb…

Ai figli il cognome della madre. Perchè?

In questi giorni è apparsa sui giornali la notizia di una sentenza della Cassazione «con la quale chiede addirittura al primo presidente della Suprema Corte di poter in un certo qual modo colmare il vuoto normativo e dare la possibilità ai giudici di fare sì che, se i genitori lo vogliono, i figli possano avere il cognome della madre anzichè quello del padre. Diversamente, scrivono i supremi giudici, "se tale soluzione sia ritenuta esorbitante dai limiti dell’attività interpretativa la questione possa essere rimessa nuovamente alla Corte Costituzionale".». (da LaStampa.it) La questione mi ha interessato perchè, nonostante a prima vista possa apparire non essenziale o persino superflua, sembra realmente essere il prodotto di alcune concezioni tipicamente attuali di termini quali "libertà" e "diritto", che oramai veicolano ogni nuova proposta in una determinata direzione e sembrano realmente interiorizzate dalla maggioranza dei cittadini: ho sentito parlare…

In ritorno dal Festival

Ieri pomeriggio sono sceso a Pescara, ore 17,30, dal treno che mi ha riportato nella mia città da Modena. L'esperienza del festival di quest'anno credo sia stata particolarmente viva, non solo per l'appassionata compagnia che spesso mi stimolava alcune riflessioni, ma per miei maggiori dinamismo e concretezza nell'approccio all'evento rispetto allo scorso anno. Mi è inoltre sembrato di "portare a casa" davvero qualcosa da quelle "Lectio Magistralis", che troppo spesso passano come fiumi in piena senza lasciare poi molto sul terreno dove sono fluiti se non vuoto e, forse, maggiore confusione, rendendo di fatto il festival un'occasione "festaiola", come dice l'amico Diego (colgo l'occasione per farvi conoscere il suo blog). E' tuttavia vero che i contenuti espressi sono poi facilmente rintracciabili nei testi dei professori e può apparire scontato, ad esempio, che in questa sede segnali gli interventi di U. Galimberti e d…

Francesco Guccini: una vita in versi (a cura di Antonio)

Non è mai troppo semplice affrontare un discorso su di un personaggio così eclettico, istrionico e profondo, come lo è Francesco Guccini. La mia non vuole essere una biografia, nè tantomeno una spiegazione dei suoi testi, ma soltanto un innocente ed appassionato affresco di ciò che mi è rimasto dentro dall'esperienza gucciniana.

Guccini è, come lui stesso ama definirsi, un cantastorie. Ogni sua canzone narra una storia, che sia essa frutto di fantasia, o figlia di una realtà vissuta dall'autore, che tratti di gente o di emozioni, è comunque l'espressione di storie di vita. La vita e la ricerca del suo significato ricoprono, infatti, un ruolo essenziale nelle sue canzoni. Forse è superfluo sottolineare l'immensa capacità di Guccini nell'esprimere emozioni, sensazioni, sentimenti quasi intangibili ed incomprensibili ai più, all'interno di un così breve testo: la canzone. Ma cos'è una canzone? Uno specchio dove osservare le proprie sensazioni, paure, ansie; un …

Ma tu ti conosci?

Oggi pomeriggio stavo pensando allo scorso festival della filosofia e mi tornava in mente la maglietta rossa del festival che riportai a mia sorella, su cui è ben visibile il motto delfico "conosci te stesso". Probabilmente non vi è nulla di più scontato che una riflessione su una delle pietre basilari della filosofia, eppure,l complice il mio recente affondo intellettuale nell'antichità, avrei qualcosa da scrivere. Nel mio primo intervento filosofico del blog, intitolato Smisurata preghiera, mostravo un video tratto dal film Cosa sono le nuvole? di P.P.Pasolini, che vi invito a riprendere in considerazione:
Guarda il video
Penso che sia interessante, ma voi confermerete, come questa tematica si intrecci con il "conosci te stesso" delfico, ma più propriamente Socratico, perchè: Chi di noi può dire di conoscersi? In che modo è possibile conoscere sè? Nel filmato in questione, Totò sempre suggerire una soluzione o comunque un approccio di tipo socratico/platonico: …

Dedicato alla memoria delle vittime

Ridatemi il Medioevo

Oggi ho trovato sul sito dell'amico Mario Paolini una pagina dedicata alle foto scattate in occasione della concelebrazione dovuta alla chiusura del "Giubileo di San Tommaso Apostolo Patrono di Ortona", di cui questa foto è parte. Premetto che non è una critica personale al lavoro di Mario, ma trovo che la cosiddetta Chiesa Cattolica stia superando i limiti della decenza anche qui ad Ortona, procedendo alla spettacolarizzazione di un rito, quasi fosse un concerto (non a caso ho scelto questa foto tra le tante) o un momento in cui la massa si aggreghi ad ascoltare umilmente la "star" sul palco o quegli uomini importanti vestiti di rosso o con strambo abbigliamento dai tratti medioevali. Io mi chiedo dove andrà a finire la dignità della Chiesa e dei credenti, com'è possibile partecipare con coscienza a manifestazioni (perchè tali sono) che di coscienzioso non hanno nulla, se non la calibrata spettacolarità e funzionalità per tasche dell'istituzione. Ricon…

Lettera di Sgarbi al Corriere su Veltroni

Volevo farvi leggere la lettera che Sgarbi ha inviato al Corriere della Sera, commentando la campagna a favore del parcheggio al Pincio, di Roma, che l'ex sindaco Veltroni sta portando avanti contro il veto di Alemanno. Le osservazioni di Sgarbi sono pungenti e per quanto io non voglia entrare nel merito vista la mia ignoranza in materia, tutta questa voglia del leader del PD di far guadagnare soldi ai costruttori non mi lascia indifferente. Mi domando dove mai potrà andare a finire quest'immagine "correct" della sinistra e quando gli italiani si renderanno conto della grande ipocrisia che li sostiene, di quanto abbiano le mani in pasta con i poteri forti. Ha ragione Sgarbi: «ai poveri i parcheggi non servono». Un favore: rileggiamoci Pasolini.

Resoconto estivo

Chiuso il mese d'agosto, frenato nello sguardo ai progetti futuri dall'amico Antonio (qui) provo a dare uno sguardo all'indietro per provare, almeno superficialmente, a elencare le cose, gli eventi e i cambiamenti che mi porto dietro da questo mese estivo. Innanzitutto volevo ricordare le feste sulla spiaggia, quella del compagno d'avventura Carmine o di "Lorenzino" della Murena, a qualcuno di noi molto "cara". Fortunatamente quest'estate non si è frequentato molto il Casale, complice la tracotanza di chi gestisce: l'odore del denaro difficilmente è salutare. Un posto particolare occupa la "Notte Bianca", nella quale gli ortonesi hanno gradito gli arrosticini in Piazza San Tommaso, cucinati dalla squadra Andrea-Riccardo-Tommaso-Priscilla-Stesy-Paolo come attesta la foto di fianco. Dell'estate ricorderò alcuni momenti particolari o buone amicizie strette inaspettatamente, oltre che la visione dei film di Ingmar Bergman, sotto la…

I giovani tra noia, nichilismo e spiritualità

Anche quando, e proprio quando, non siamo particolarmente occupati dalle cose e da noi stessi, incombe su di noi questo “tutto”, per esempio nella noia autentica. Essa è ancora lontana quando ad annoiarci è solo questo libro o quello spettacolo, quell’occupazione o quest’ozio, ma affiora quando “uno si annoia”. La noia profonda, che va e viene nelle profondità dell’esserci come una nebbia silenziosa, accomuna tutte le cose, tutti gli uomini, e con loro noi stessi, in una strana indifferenza.

M.Heidegger, Che cos’è metafisica? Tr. it. di Franco Volpi, Adelphi 2001Il percorso speculativo di Heidegger si diramerà verso nuovi e ampi sentieri, ma a noi interessa soffermarci sul tragico della possibilità e sulla noia, cercando di cogliere in che misura la società giovanile “senta” e “viva” il niente. Le dimensioni giovanili del “sentire”, del vivere e affini sono state di recente messe in discussione alla luce delle reazioni “irragionevoli” e “violente”, che la società giovanile stessa espri…