"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

lunedì, dicembre 29

Sull'inizio - (01/01/2009?)

Inizia l'anno nuovo. Nei giorni scorsi un amico mi diceva: «Che festa stupida. Perchè dovrei andare nei locali dai prezzi gonfi o far festa per un giorno che si è scelto essere il primo di un anno?». In effetti lui colpisce un punto interessante e, esclusa un po' di iniziale reticenza, ho preso subito a cuore la sua osservazione. La prima riflessione è che le dimensioni e le usanze di questo «inizio» stridono abbastanza con il clima raccolto e, per pochi, di forte spiritualità del Natale. Ora, cosa c'entrano l'anima e il Natale in questo contesto? Mi veniva in mente Gregorio di Nissa: «con Te percorrerò sempre nuovi inizi». Certamente la citazione così astratta da tutto il proprio contesto non vuol significare nulla; eppure pensavo che probabilmente per l'uomo pensare l'Inizio, quotidiano o metafisico, fisico o temporale, sia più una necessità logica (del Logos) che una «convenzione», come diceva il mio amico. Certamente il fatto che proprio quel giorno lì sia nominato "Capodanno" è una convenzione, un accordo tra uomini appartenenti ad una stessa tradizione, ma vorrei ora toccare un piano ulteriore. Mi pare, difatti, che la concezione lineare/circolare Inizio-Processo-Fine sia realmente un bisogno della ragione. Non a caso Gregorio parla di «nuovi inizi», perchè la nostra anima/mente ha bisogno di pensare l'inizio, ha bisogno di pulsare verso il futuro, verso il nuovo, esplodere a partire da un punto di frattura, perchè Ri-cominciare è strutturalmente la nostra energheia. E allora ben vengano le convenzioni se queste ci aprono ad una nuova "vita dell'anima", ad una con-versione, perchè nulla nasce se non in forza di una frattura, di un «salto» (Kierkegaard). «Non pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma la spada». Pensare l'inizio significa pensare la vita contro l'angoscioso ritorno dell'uguale, contro la soffocante staticità dell'eterno movimento circolare, quasi incolore, quasi di pietra. La quiete, da Hegel, non è vita: solo il movimento, il «poièin», Salva. L'augurio è che questo inizio sia realmente un «nuovo inizio» per voi stessi. Buon 2009.


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