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Visualizzazione dei post da Novembre, 2008

Da Parmenide a Cusano per un nuovo Fondamento

L'intervento odierno prende spunto dalla lettura di un saggio del prof. Klaus Held, fenomenologo, dal titolo «Sugli antefatti della prova ontologica dell'esistenza di Dio - Anselmo e Parmenide», reperibile a questo indirizzo (qui). Gli spunti sono tanti e non ho intenzione di percorrerli tutti, sia per ovvie questioni pratiche sia perché non sarei in grado di esaurire determinati punti polemici e mi riferisco in particolar modo alla presenza del nominalismo in Anselmo stesso, che Held segnalava. Mi piace invece sottolineare un'osservazione più ad amplio raggio, presente a pag 18 del testo, quando l'autore nota che «il tentativo di trovare una certezza inconfutabile come punto di partenza per tutti i successivi passi di riflessione» è presente nelle tre opere fondanti le tre grandi epoche dell'onto-teo-logia prima di Kant: Il poema didattico di Parmenide, il Proslogion di Anselmo e le Meditazioni metafisiche di Cartesio. Benchè Held non abbia approntato la questione…

Un mondo irreale

Oggi prendo spunto da una gradita e-mail di un amico, il quale mi invitava a riflettere su un video particolarmente "pungente" trovato nella rete (qui). Con cognizione di causa parlo di "video pungente" perchè una scena del genere colpisce direttamente la nostra sensibilità e, forse, il nostro stomaco, benché siano "soltanto" dieci minuti, questi sì, davvero noiosi.
Cosa ne pensi di quella roba? Che effetto può avere sui ragazzi che si ritrovano quelle trasmissioni sparate nelle TV appena le accendono... che ascoltano quei non-discorsi....che guardano un mondo irreale...
Ti mando uno stimolo a riflettere su questo massacro culturaleLa preoccupazione è giustamente ad amplio raggio, è culturale, perchè forse il "male" della nostra società è davvero culturale e poco importa se si chiami Nichilismo o altro, perchè è un vuoto ben visibile che aleggia su tanti non-discorsi, in tanti non-luoghi (Augé), come quella sala televisiva. Le vie da percorrere ne…

"Gli spazi nella città" con M.Cacciari e V.Sgarbi

A causa di alcuni impegni arrivo in ritardo nel segnalarvi questa interessante discussione, su tema a me molto caro, avvenuta la sera del 19 novembre ad Otto e Mezzo, ma per fortuna quella mezz'oretta di programma è presente sul sito dell'emittente La7 (qui). La discussione verte soprattutto sulla funzione dei sindaci e di gruppi locali nella valorizzazione degli spazi cittadini, nell'orizzonte della città, benché i casi citati dai sindaci Sgarbi e Cacciari siano legati ad opere di grande fattura, quali il restauro delle vecchie abitazioni di Salemi o la gestione dei musei a Venezia. Ciò che mi interessa primariamente e che possiamo assumere anche per la nostra Ortona è la concezione di città quale orizzonte entro il quale coordinare le risposte alle esigenze cittadine, alle iniziative culturali oppure a qualsiasi altro programma e interesse. Si tratta di mutare la prospettiva in toto perchè pensarsi come città non può che essere uno sforzo quotidiano non solo dell'amm…

Quanto "senti" il passato?

Il 14 novembre è una data particolare, poichè curiosamente ricorrono i decessi delle due maggiori personalità dell'età moderna, ovvero Gottfried Wilhelm Leibniz e, un secolo più tardi, Georg Hegel. Prima di iniziare la stesura dell'intervento e precisamente nell'accingermi a scrivere, sono rimasto d'improvviso come interdetto e di scatto ho alzato le mani dalla tastiera, chiedendomi: che senso ha stendere il panegirico di due persone defunte, seppur capisaldi della cultura occidentale? Che ragion d'essere ha un intervento che tratti del passato meramente tale, senza possibilità di andare oltre? Certo, Hegel mi avrebbe redarguito perchè la filosofia è innanzitutto coscienza di ciò che già "necessariamente" è stato. Così grazie ad Hegel e Leibniz o, insomma, tramite il triste incrocio delle loro vite, abbiamo l'occasione per porci il problema del passato: in che misura il nostro passato debba influenzarci? La nostra tradizione può sicuramente divenire l…

La televisione e la fine del mondo

I mezzi di comunicazione (quelli pubblici, ovviamente; quelli privati, si sa, dicono sempre la verità!) non dovrebbero seminare sfiducia tra la gente, colorando a tinte fosche la nostra attuale situazione, che in fondo così grave non è: così Lui ci ha detto (ipse dixit) in questi ultimi giorni.
Torna spontaneo alla mente un celebre aforisma kierkegaardiano.
Un giorno, in un teatro di Copenaghen, durante uno spettacolo di comici (una sorta di Zelig danese), presero improvvisamente fuoco le quinte. Corse allora sul palco uno degli attori per avvertire il pubblico del pericolo, ma gli spettatori, che si stavano davvero divertendo, credettero si trattasse di uno scherzo e cominciarono ad applaudire. Allora il comico decise di ripetere l'avviso. Ma inutilmente: la gente continuò a sbellicarsi dalle risa e ad applaudire sempre di più.
E' probabile che il mondo finirà proprio così - nota Kierkegaard - fra l'entusiasmo divertito di uomini spiritosi e imbecilli che crederanno (o cui …

Inaugurazione di "Officina Ortona"

Questa settimana ho dovuto tralasciare la cittadella perchè la data di inaugurazione dell'associazione incombeva e i lavori (quelli materiali) dovevano esser completati. L'inaugurazione si è tenuta ieri e sono uscite già alcune proposte e problematiche da risolvere, perciò sono rimasto soddisfatto, nonostante si fosse prevista un'affluenza maggiore rispetto alla 50ina di persone presenti. In particolar modo avrei gradito una partecipazione attiva da parte dei ragazzi delle scuole superiori (ne erano 5-6) poichè lì abbiamo incentrato i nostri sforzi e le risposte sembravano esserci. Non importa, avranno modo di rimediare presto perchè ci incontreremo ogni venerdì, a partire dal prossimo, in cui cercheremo di concretizzare le prime proposte avanzate da alcuni ragazzi presenti, come il Cineforum, i caffè filosofici e la realizzazione di un punto internet nella sede. Eviterò di dilungarmi nella cittadella perchè d'ora in poi per qualsiasi aggiornamento e informazione vi ri…

Nicola Cusano: anelare alla Sapienza significa essere edotti sull'ignoranza

E poichè [la Sapienza] è inesprimibile in ogni modo di parlare, non si può pensare alcuna fine di queste maniere di parlare, perchè essa è impensabile in ogni pensiero, essa, per la quale, nella quale, dalla quale tutte le cose sono. E non si devono stimare in alcun modo sapienti (possessori del sapere) coloro che ne parlano solo con la parola, e non per averla essi stessi assaporata. Per contro parlano della sapienza in quanto la sperimentano con gusto, quelli cioè che mediante essa sanno tutto nel senso di non sapere nulla di tutte le cose; infatti mediante la sapienza e da essa e in essa sussiste ogni sapere a sé cosciente. Essa stessa tuttavia, poiché abita nelle supreme altezze, non è gustabile da nessun sapore. Viene dunque gustata in modo non gustabile, poiché è ancora al di sopra di tutto l'assaporabile: al di sopra del sensibile, del razionale e dell'intelligibile. Ma ciò significa gustare non gustabilmente e da lontano, come quando si può chiamare anche un profumo un…