Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2011

Una Bellezza un po' meno bella. Recensione a Scruton.

Sì, lo confesso: sono un ammiratore di Roger Scruton; scrivo "ammiratore" con un po' di imbarazzo, anche se vi è sottinteso un senso filosofico. Sarò più chiaro: seguo i suoi movimenti, lo leggo con frequenza, mi piace ciò che dice e che pensa; lo considero una luce in questo mondo senz'anima. Il che dovrebbe quantomeno spingermi ad un atteggiamento mansueto e acquietato nei confronti dei suoi libri. Nonostante ciò, con rammarico, sono qui a raccontarvi una delusione. Mi pare che l'ultimo testo di Scruton, La bellezza, sia un vero flop. Non me ne voglia l'ottima casa editrice Vita&Pensiero per la cattiva pubblicità, ma questo testo non è di certo ai livelli della penna che il New Yorker definì "il filosofo più influente al mondo". Sarà stato il contesto della lettura, sviluppata stancamente su un Freccia Bianca Milano-Pescara e con rottura della locomotiva a Bologna (durato in tutto 8 ore), ma quelle 183 pagine mi sono sembrate troppo "div…

Atlante. Un mito precristiano?

Gli enti naturali hanno in sè il principio del loro divenire; non così per i manu-fatti, che devono la loro forma ad un altro da sè, ovvero un ente terzo, che la imprime, che plasma e che li aliena (nel senso etimologico del renderla altro - die Entfremdung). Una differenza, dunque, che ha a che fare con ciò che propriamente attiene alla natura della cosa, uno scarto che delimita, appunto, ciò che è natura e ciò che è frutto della tecnica; ma cos'è téchne? I latini la chiamavano ars, è la capacità del produrre un qualcosa; è, meglio, l'ars poietica. Quel che propriamente è natura, invece, non dipende da un terzo, ma contiene in sè il principio del proprio divenire - un divenire che è compimento del telos della cosa (entelecheia, appunto). Eppure la produzione non espunge la cosa fuori dalla natura. Lungi dal pensarle opposte, vi è, piuttosto, un rapporto di reciproca interdipendenza. Non si tratta dei Due, ma, forse, di una figura stramba che essi descrivono nel loro intrecci…

La riconciliazione dei Lefebvriani con la Chiesa

Non mi pare che in ambiente cattolico la vera notizia di questa mattina sia quella riportata su tutti i giornali, ossia la ridicola denuncia alla corte dell'Aja contro Benedetto XVI, azione legale che, come si suol dire, "lascia il tempo che trova" tanto per i contenuti improponibili sia per l'opzione perseguita, volutamente mediatica - tanto più che, ci si augura, i tribunali d'Europa pensino a perseguire i criminali veri e non stare dietro ai vezzi di qualche intollerante. La novità più concreta è invece il documento appena pubblicato dalla Santa Sede con cui si dichiara di aver compiuto la serie di incontri previsti con la congregazione di tradizionalisti "Pio X" dal 2009 ad oggi, "al fine di chiarire i problemi di ordine dottrinale e giungere al superamento della frattura esistente". Nel documento diffuso stamattina (qui) si rende noto di aver concordato un Preambolo Dottrinale che segna il superamento delle distanze interpretative.

In t…

L'inseparabilità dei "Tre". Del Noce e la modernità

Negli ultimi giorni sto affrontando la lettura de Il problema dell'ateismo, riedito lo scorso anno da Il Mulino, in occasione del centenario della nascita del suo autore, Augusto Del Noce. Filosofo e letterato, Del Noce ha vissuto quella prima metà del Secolo breve in cui l'ateismo viveva la stagione forte, per così dire, così com'era espresso in forme sociali (marxismo), strettamente politiche (ideologie fasciste) e soprattutto filosofiche, quando il neopositivismo sembrava aver fatto scorrere i titoli di coda sulla legittimità di una qualsiasi esperienza religiosa. Le mie scarse conoscenze in merito alla filosofia e alla storia della teologia di questi anni non mi permettono una valutazione agevole e obiettiva di questo scritto nè un'analisi approfondita per la quale rimando a recensioni e testi di maggiore affidabilità. Quello che tuttavia mi pareva interessante condividere è la tesi di fondo del libro: dal punto di vista di Del Noce è giunto il momento di analizza…