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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

Das erste Prinzip als Coincidentia oppositorum

Die ontologisch Untersuchung des Prinzips der Wirklichkeit ist bei Cusanus durch die ganze Arbeiten behänden und die ist vor allem durch die neuplatonische Tradition geführt: Platon, Proklos, Dionysius Areopagita, Johannes Scottus Eriugena und Meister Eckhart. Diese ganze Neuplatonischen Philosophen benutzen die negative Theologie, um den religiösen Glauben mit der Vernunft zu vereinbaren und Cusanus geht auch in diesen Weg. Cusanus denkt das Prinzip als ein rein Einheit transzendent, unendlich, ewig, unaussprechlich und unbekannt liegt es in den fernen Gegenden des Geistes. Trotzdem die ganze christliche Neuplatonische Tradition sagt, dass dies Prinzip die Welt hervorbringt. Denn Cusanus hat geschrieben dass das Prinzip gleichzeitig transzendent und immanent gegen die Welt ist: es ist transzendent weil es vom endlichen Gegenstand verschieden sein muss.

Wie kann Nikolaus von Kues dies Paradox zusammenhängend denken? Dieser Begriff von dem Prinzip wurde Unmöglich und unvernünftig sein…

L'identità italiana è contraddizione e perenne movimento

La celebrazione dei 150 anni dall'unità d'Italia si è conclusa ieri senza troppi patemi e seguendo i canoni previsti dalle etichette di Stato; ecco allora che il presidente Giorgio Napolitano si esibisce in un discorso diretto, pulito e coscienzioso. La popolazione stessa sembra aver accolto questo traguardo con (inaspettato?) entusiasmo: sui balconi, per le strade, sugli edicifici pubblici e privati, persino su internet ognuno vuole celebrare a modo suo e stendere il tricolore. In questo senso, allora, la spinta politico-culturale che soggiaceva alle celebrazioni sembra aver avuto effetto: così come si voleva, l'evento è stato anche e soprattutto un compattarsi contro il nemico comune, ovvero contro chi, vestito di verde, ci vuole dividere. Il timore per la secessione, da anni simbolo del secondo partito di governo, ha dunque aiutato a cementare il popolo intorno alla bandiera tricolore, finalmente simbolo unitario. Eh, ma c'è un però. Ancora una volta, difatti, dobbi…

La libertà? Per l'anniversario dei 150 anni dalla nascita dell'Italia unita.

In questa giornata di celebrazioni, dignità umana vuole che si ricordino anche i vinti e non solo i vincitori: in particolare, i ragazzi del regno delle Due Sicilie, che non hanno una medaglia al petto per il solo demerito di aver non esser riusciti a difendersi dal piemontese invasore; voglio ricordare tutti coloro che perirono sotto le baionette garibaldini e soprattutto tanti meriodionali che, dopo l'Unità, videro la propria terra impoverirsi sotto i ladrocini e le tasse del nord invasore; voglio ricordare tutti i nostri antenati che per un pezzo di pane furono costretti a lasciare madri, padri, mogli e figli e tentare l'avventura di emigrare in un paese straniero, perchè il loro li considerava solo "sporchi meridionali". Viva l'Italia unita, ma un grande pensiero ai vinti e ai dimenticati dalla storiografia ufficiale.

La libertà?... Ce l'ho qui - rispose Franco e si batté sul petto - dacché fra la mia e quella dei liberali ho scelto liberame…

L'uomo è libertà. Una lettura di Nicola Cusano per aiutarci nelle questioni dell'aborto, della fecondazione assistita o del fine vita.

Questa mattina propongo una lettura estratta dal De ludo globi di Nicola Cusano. Il cardinale affronta qui una serie di temi decisivi per comprendere la sua concezione dell'uomo come, dice, "un regno proprio, libero e nobile". La metafora dell'anima come signore del corpo arriva direttamente da Aristotele (Etica Nicomachea, 1178a), ma è qui riproposta in chiave cristiana: l'uomo è tale perchè è libero ed è come re che dispone di un regno; tuttavia, quando l'anima è separata dal corpo - ovvero, quando siamo embrioni o dopo la morte - allora quel qualcosa non è l'uomo, ma è altro. L'uomo è, in definitiva, infinita libertà. Queste righe, tra l'altro, sono interessanti anche per abbozzare una risposta alle odierne questioni dell'aborto, della fecondazione assistita o del fine vita, che, delicate come sono, potrebbero trovare in queste parole di libertà un valido sostegno; d'altronde ciò che manca maggiormente ai dibattiti attuali è proprio l&#…

Sul buon vivere cittadino: il comitato spontaneo di Terravecchia

Uno dei risultati più sorprendenti della nuova èra multimediale, dei nuovi rapporti interculturali e dei continui scambi con paesi molto distanti dai nostri è sicuramente il mutamento del concetto di città. Le "nuove" città del XXI secolo sembrano suggerire un tipo di vita del tutto "dissociata" - mi si concede il termine paradossale - dai propri vicini di casa, a volte dai propri condomini stessi, poichè ognuno ha, come dire, i propri tempi (oggi del tutto accellerati), le proprie faccende (che non sono più in loco, ma possono consumarsi in qualsiasi parte del globo) e le proprie amicizie (che di rado sono le stesse con cui condividiamo il cortile o la piazza cittadina). Questo dislocarsi della vita di ognuno su un'area "globale" non ha tuttavia mutato le esigenze primarie di ogni cittadino, che rimangono, tutto sommato, sempre le stesse: vivere in un "quartiere" pulito, vivace e adeguato alle proprie aspettative – perchè pur sempre in una