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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Massimo Cacciari: "L'ora di religione è talmente fondamentale che dovrebbe essere obbligatoria"

Diffondo un'intervista a Massimo Cacciari pubblicata circa tre anni fa, il 13 agosto del '09, che torna oggi di stringente attualità con le dichiarazioni del Ministro Profumo, che si è proposto di "rivedere" l'ora di insegnamento della religione cattolica nelle scuole. Su questo piano mi pare di capire che la battaglia per la valorizzazione della nostra tradizione debba configurarsi anzitutto come culturale e poi affidata alla politica. A tal proposito rinvio anche ad un mio vecchio articolo, anch'esso datato '09, sul crocifisso nelle scuole e l'uguaglianza delle religioni.


Cacciari: «La nostra tradizione religiosa insegnata obbligatoriamente a scuola. Non solo, la teologia dovrebbe essere presente in tutti i corsi universitari di filosofia».

Il motivo di tanta perentorietà?

Siamo in presenza di un analfabetismo di massa in campo religioso.

Dunque lei è per l’obbligatorietà dell’insegnamento, senza se e senza ma.

Non lo dico da oggi: sarebbe civile ch…

Riflessioni sull'ebraismo. Intervista a Piero Stefani

Propongo l'introduzione dell'intervista di Matteo Bianchial biblista Piero Stefani appena pubblicata sul Giornale di Filosofia della Religione, a cui rimando per la versione integrale - clicca qui per visualizzare.

E' sempre stimolante incontrare il biblista e studioso di ebraismo Piero Stefani, ancor più avendo la possibilità di intervistarlo. Ci si trova davanti a un uomo profondamente misurato e riflessivo; molte volte, mentre parla, chiude gli occhi concentrandosi sulle parole che usciranno dalla sua bocca: è consapevole del valore di ogni singola parola e ne soppesa il significato. Si scorge in lui una umiltà e una riservatezza che sono il segreto delle sue indubbie capacità intellettuali e del suo render semplici argomenti complessi, sicuramente retaggio della sua pluriennale esperienza come professore di filosofia e storia presso il Liceo scientifico "A. Roti" di Ferrara, sua città natale. La sua passione per l'ebraismo la deve all'incontro con il …

Una confutazione dell'ateismo (di Filippo Benedetti)

Lascio la parola al sedicenne Filippo Benedetti, triestino e aspirante studente di filosofia, che giorni fa ha mi inviato questa sua riflessione. Il tema, spinoso di per sè, è stato svolto con un taglio saggistico e spesso risuonano argomentazioni tipiche di consolidate tradizioni filosofiche non citate - ma che ovviamente non sono richieste ad un giovane della sua età. Apprezzando così l'intento e il coraggio filosofico, che poi è il vero motore della ricerca, ho deciso di offrirgli ampio spazio sulla Cittadella e promuovere eventuali discussioni (il che, nella ricorrenza dell'11/9/2001, assume di certo un rilievo del tutto particolare).

L'ateismo, nel nostro mondo moderno, ormai è ben presente, soprattutto negli stati occidentali; secondo un'inchiesta di Adherents.com, i facenti parte della categoria Nonreligious (quindi non solo atei, ma anche agnostici, umanisti, panteisti, deisti, secolari, ecc) sono il 16% di tutta la popolazione mondiale, ossia 1,1 miliardi di p…

La costituzione di Sparta e i totalitarismi del novecento

Se la città è da intendere come «continuo scontro-incontro delle diverse famiglie o delle stirpi, da uomini apparentati da legami di sangue» (cfr. l'intervento precedente Politica e Polemica), allora il nodo da sciogliere diviene presto la forma della costituzione. Entro tale contesto, difatti, la costituzione rappresenta il tentativo di dare ordine al πόλεμος dentro le mura e far sì che esso non divenga mai στάσις. Ossia: che il πόλεμος non scivoli verso la στάσις! Mediazione e coordinazione. Non a caso questa è la preoccupazione più forte di Platone e di Licurgo, colui che per primo provò a tessere un'ipotesi di accordo nella tumultuosa Sparta. Entrambi, infatti, si resero conto della necessità di intercettare le pulsioni egoiche delle tribù entro un λόγος comune che coordini l'idra mostruosa delle passioni umani; entrambi, tuttavia, percorsero la strada più radicale e becera poiché intendevano imporre alla città un ordine che estinguesse ogni potenziale στάσις rendend…