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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2010

M. Vannini, Io, la religione e la lettura biblica

Repubblica di ieri, 19 gennaio, ha pubblicato un articolo di Vito Mancuso sul mio Prego Dio che mi liberi da Dio, in cui mi si accusa, tra l’altro, di antigiudaismo. E’ un’ accusa che respingo fermamente, chiamando a testimonianza la mia intera vita di studioso, che ha passato anni a tradurre commentarii biblici: in Israele, nella foresta Giovanni XXIII-Jules Isaac, ci sono cinque alberi piantati in mio onore dall’Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma (Keren Kayemeth Leisrael). Tale accusa si fonda infatti sul metodo di citare frasi mutile, avulse dal contesto, o addirittura di attribuire a me quelle che sono invece citazioni di ben più alte autorità. Quest’ultimo è, ad esempio, il caso della teologia definita come “animalesca”: non da me, ma da Meister Eckhart (da cui il libro stesso prende il titolo), e il contesto spiega bene in che senso: bestialità in quanto ignoranza, giacché la teologia è presuntuoso discorso su Dio, che è invece al di là di ogni possibile discorso. E’ anche il…

Sulla strada intitolata a G.Almirante

Oggi volevo esprimere una serie di dubbi sulla recente decisione di intitolare una strada a Giorgio Almirante. E mi spiego subito: ho dubbi sulle motivazioni "ufficiali" per cui A.R. Guarracino e A. Schiazza hanno proposto di intitolare la strada ad un personaggio così discusso e così ambiguo, ma nutro altrettanti dubbi sulla necessità di organizzare una protesta ufficiale e alzare il polverone che si sta preparando in questi giorni. Mi piacerebbe avere una risposta dalla Signora Guarracino alla prima questione, poichè credo che tra tutti i personaggi del periodo fascista a cui poteva intitolare una strada, Giorgio Almirante sia proprio uno dei meno indicati. Sciogliamo subito un nodo: non sono un estimatore di Mussolini nè dei metodi del fascismo; tanto più che in quel periodo la mia famiglia fu danneggiata sensibilmente - e nella conferenza dedicata a Beniamino e Ermanno Fiamma, forse, ascolterete qualcosa. Se la Sig. Guarracino, "nostalgica" o semplice "sos…

Beniamino ed Ermanno Fiamma, una magnifica vittoria sul libro della scienza italiana

ORTONA 30 GENNAIO 2010
ore 17.00
SALA EDEN


Relatori:

- Ing. Giuliano Franceschi (Ass. Amici del Museo Navale e della Storia)
- Prof. Antonio Falcone (Presidente Ass. Storia Patria sezione di Ortona)

Modera:

- Dott. Andrea Fiamma (Presidente Ass. Officina Ortona)



Nel Golfo di La Spezia nel 1924 l'esperimento di un MAS a controllo remoto.

Due inventori italiani con l'aiuto della Marina Militare anticipano di 80 anni la realizzazione di un Unmmanned Surface Vehicle. In un libro del dott.Sergio Del Santo, dedicato alle copertine della "Domenica del Corriere" riguardanti La Spezia ne troviamo una che parla di un esperimento, fatto nel 1924 dagli inventori Ermanno e Beniamino Fiamma, di eseguire il controllo remoto del MAS 223. La cosa avvenne dal torrione del Varignano, grazie all'appoggio che la Marina Militare Italiana diede a questa iniziativa, come anni prima aveva fatto con Guglielmo Marconi.

Il valore scientifico dell'iniziativa è notevolissimo, come l'…

L'eleganza del riccio. La bambina, la portinaia, il giapponese.

Apro volentieri La Cittadella ad una "penna" speciale, A.D.L., che ci offre una recensione del film "L'eleganza del riccio", tratto dall'omonimo romanzo di Barbery Muriel, pubblicato nel 2007.

Film amabilissimo, commovente e moralmente disarmante. In questo film francese gli equilibri sembrano cedere e rinfrancarsi ad ogni scena. Palomà, dall'alto dei suoi 11 anni ha l'impressione di vivere come un pesce rosso in una boccia d'acqua e di conseguenza avere un senso della vita scontato, qualcosa di già visto, al quale senza troppo peso si può mettere fine. Stessa sensazione provata da Reneè frustrata e indurita, non tanto da se stessa quanto dalla caotica quotidianità degli inquilini della palazzina che la guardano e passano senza realmente vederla.Tutto questo bailamme trova un supremo ordine cosmico con l'entrata in scena e nel contesto abitativo di Ozu, ricco giapponese pieno di acume intellettuale, che con estrema grazia e tatto aprirà un …

Un resoconto della presentazione del vol. 2 delle Lezioni di filosofia della religione di Hegel

Segnalo il resoconto al convegno "La filosofia dello Spirito di Hegel. Aspetti e problemi" che si è tenuto tra il 12 e il 13 gennaio 2010 a Chieti. Ho partecipato con interesse e, a prescindere dal resoconto per l'AIFR, ho trovato tutti gli interventi davvero stimolanti. Riporto, come di consueto, parte del resoconto, che trovate integralmente a questo indirizzo:
Recentemente è stato pubblicato in traduzione italiana il secondo volume delle Lezioni di filosofia della religione di G.W.F. Hegel, a cura di R. Garaventa e S. Achella, Guida, Napoli 2009, che presenta i testi delle lezioni dedicate da Hegel alla "religione determinata" durante i corsi da lui tenuti a Berlino nei semestri estivi 1821, 1824, 1827 e 1831. Le precedenti traduzioni italiane si basavano sulla vecchia edizione tedesca a cura di Georg Lasson (1925-1929), la quale presentava questi testi in forma unica, con l’intento di fornire una prospettiva unitaria. (continua qui)

Laico, non credente.

Oggi pomeriggio sono stato ad ascoltare la presentazione dell'ultimo testo di Maria Codignola, L'enigma della maternità. Etica e ontologia della riproduzione, tenutasi a Francavilla per iniziativa della SFI. L'autrice è stata precisa nella terminologia e chiara nell'esposizione delle proprie idee, ma non ho intenzione di trattarne in questa sede i contenuti, sia perchè sulla tematica sono totalmente impreparato sia per un senso di "pudore", dato che il testo sembrava esser concepito per donne e madri - inutile dire che l'approccio mi ha un po' infastidito ma non ne faccio certo un caso di Stato. Durante gli interventi del pubblico mi è capitato di astrarmi della discussione, prestando ascolto in modo incostante e superficiale, così come accade quando si è annoiati. Mi è parso di rilevare un dato importante nelle esposizioni e nelle domande rivolte, un dato che non c'entra nulla con il testo, ma che, credo, possa esser utile anche in quella direzio…

Sul monachesimo: Massimo Cacciari

Qualche tempo fa, in un intervento dal titolo Nuovo ascetismo o nuova età comunale chiedevo:
Come vivere e respirare lo spirito europeo? Sarà forse in nuove abbazie, in un nuovo ascetismo o in una nuova età dei comuni? L'interrogativo è qui accennato. Oggi volevo indicarvi un'intervista a Massimo Cacciari risalente al 2002 (qui), nella quale il filosofo viene interrogato sull'importanza storica e filosofica del movimento monastico. Non ho mai nascosto l'ammirazione intellettuale per il Sindaco di Venezia, ma più che la sua analisi - puntuale, al solito - del paradosso monastico, oggi mi interessa la prospettiva che tratteggia nelle poche righe che ora riporto:
Che cosa l'affascina nella figura del monaco?

"Il suo non essere mai catturato dal mondo, cioè la sua ascesi, senza tuttavia essere mai separato dal mondo. Quella del monaco è un'ascesi associata, agonistica, in continuo confronto e lotta con il disordine del mondo, che vuole trasformare. Il monaco ha …