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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2009

Riflessione sulla proprietà privata

Benché non sia nei miei interessi primari, di recente mi sto dedicando allo studio della storia moderna in previsione di un prossimo esame in Università. Devo dire che la prevalente componente manualistica ha affievolito facilmente il mio entusiasmo, anche perchè scorrendo un elenco di fatti e date difficilmente è possibile scovare uno spunto teoretico di rilievo. Eppure giorni fà, rileggendo alcune pagine, mi è saltato agli occhi un capoverso che riporto qui di seguito:Il sistema a campi aperti caratterizzava nel '600 oltre la metà delle campagne inglesi: era costituito da appezzamenti non recintati, contigui, ma in proprietà individuale, non collettiva. Le consuetudini prevedevano che su questi campi, dopo il raccolto, tutti gli abitanti del villaggio potessero spigolare o inviare gli animali al pascolo. Di proprietà collettiva erano invece le terre comuni destinate al pascolo, alla raccolta di legna, ecc. I diritti d'uso di queste terre non appartenevano a tutti indistintam…

Preghiera a-tea

Concedici, o Signore, i paradisi del Nulla,
i giardini della tua primavera.
Signore che fai della notte un mattino,
il mattino che paghiamo con le monete luminose degli astri,
astri della notte, guida degli erranti, degli erranti verso l'infinito,
che cos'è il cielo se non l'infinita via verso il nulla?
E che è il nulla, se non un ritorno, il Tuo ritorno?
Che cos'è l'infinito se non un ritorno?

Andrea Emo

Religione, etica e laicità. Prospettive a confronto.

Volevo segnalarvi il mio primo lavoro per la rivista Filosofia e Teologia: si tratta della recensione al testo curato da Hagar Spano, Religione, etica e laicità, Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli 2008 e pubblicata anche sul "Giornale di filosofia della religione". Vi presento le prime battute e per la lettura integrale vi rimando all'apposito indirizzo del giornale - QUI.
«La triangolazione concettuale che si produce fra i tre termini-chiave religione, etica e laicità, circoscrive un nodo problematico cruciale, particolarmente nevralgico, del dibattito culturale, certo non solo filosofico, dell’età moderna e contemporanea». Esordisce così Francesco Paolo Ciglia, autore di uno dei contributi presenti in Religione, etica e laicità, illustrando in modo puntuale le ragioni che hanno animato il VII° convegno annuale dell’Associazione Italiana di Filosofia della Religione di cui questo volume, a cura di Hagar Spano, raccoglie gli Atti. Gli interventi si segnalano imme…

Sappiamo riflettere sui fenomeni?

Mi capita spesso di trovare spunti di riflessione riguardo temi fortemente ontologici in discussioni più o meno serie che la quotidianità ci offre a menadito. Sabato pomeriggio ho avuto uno stimolo ad entrare nel merito del "disagio giovanile", come viene definito, da un rapido scambio di battute con una signora che insegna filosofia ad un liceo e lamentava una deriva anarchica dell'attuale generazione under20e30. Nel blog, ma più in generale nella mia esperienza di vita (e pensiero) ho avuto già occasione di confrontarmi con queste tematiche, che ho condensato nell'intervento I giovani tra noia, nichilismo e spiritualità , la relazione che avevo intenzione di presentare in occasione del Salotto di Sofia 2008. Sto richiamando alla mente questi interventi, che tuttavia sono rimasti inespressi e forse cristallizzati nello spazio di questa cittadella, perchè la piccola scintilla che volevo offrirvi oggi ha la pretesa di integrarli e, anzi, ripensarli in una maniera nuov…

Ateo-bus

Questa sera volevo commentare l'iniziativa degli Ateo-bus promossa dalla Uaar che trovate facilmente su qualsiasi testata giornalistica. Per comodità e convenzione mi riferitò in particolar modo all'articolo presente su "la Repubblica". Sinceramente mi piacerebbe capire le dinamiche di questa iniziativa, perchè davvero la notizia mi ha lasciato spiazzato, non tanto per il fatto in se stesso quanto per il piano su cui viene posta la religione, ovvero alla stregua di un qualsiasi oggetto a cui far più o meno pubblicità, falsando non solo la stessa, ma a mio avviso l'opzione stessa di ateismo. Il meccanismo che soggiace all'iniziativa mi sembra grosso modo quella, soprattutto quando leggo affermazioni di questo tipo: «La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola. Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l'Uaar intende riconquistare all'incredulità un po' di quella par condicio che…

A Fabrizio

A Fabrizio, per tutto quello che mi ha dato in questi 10 anni, alla sua voce che quotidianamente ritorna nella mia testa, a quel padre letterario che mi ha formato e che ha saputo darmi luce negli anni più difficili.

Nella pietà che non cede al rancore,
Fabrizio, tu mi hai insegnato l'amore.

Il male

Nell'intervento precedente riflettevo «Sull'inizio» legando il piano, per così dire, logico-teoretico al piano individuale «dell'anima». Oggi vorrei tentare di seguire lo stesso schema argomentativo prendendo spunto da una breve intervista rilasciata da un «esorcista» che vi invito a leggere sul sito dell'Ansa e che curiosamente riguarda alcuni avvenimenti prettamente mondani come la crisi Alitalia o l'attuale recessione. Padre Amorth è stato molto discusso per le sue posizioni in ambito ecclesiastico e ovviamente nel merito non entro poiché non ho nè competenze nè, soprattutto, interesse. Le affermazioni dell'«esorcista», certo scremate dal tono carnevalesco e dal taglio reazionario, mi sembrano di rilievo perchè sollevano questioni decisive come il problema del male o della libertà e che giocano sui due livelli prima segnalati, logico-teoretico e individuale. Paradossalmente, ma neanche troppo, la radicalità delle affermazioni risulta molto poco «medioevale» …