"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

venerdì, gennaio 7

A caccia dell’infinito. L'umano e la ricerca del divino nell'opera di Nicola Cusano

Segnalo l'uscita di una nuova raccolta di saggi sul cardinale Nicola Cusano, curata da Cesare Catà e dal titolo A caccia dell’infinito. L'umano e la ricerca del divino nell'opera di Nicola Cusano. Una scheda del volume è visionabile sul sito dell'editrice Aracne (a questo indirizzo). Avendo partecipato alla stesura con il mio saggio La ricerca cusaniana dell'infinito nel De visione Dei, non posso esprimere un giudizio obiettivo sul volume; attendo perciò di leggere le recensioni degli studiosi cusaniani e dei lettori non professionisti, che, spero, saranno numerose.




Nota:

Nell'introduzione al volume, il curatore Cesare Catà ha citato anche la nostra Cittadella, che sta diventando sempre più un luogo reale di ricerca e riflessione grazie al contirbuto di tutti i viandanti. Colgo l'occasione per incollare qui il piccolo pezzo dedicato al mio saggio e per invitarvi ancora a contribuire alla discussione che questa raccolta di saggi, inevitabilmente, stimola.

Segue l’intervento La ricerca cusaniana dell’infinito nel De visione Dei, del giovanissimo studioso Andrea Fiamma, laureando su Cusano presso l’Università di Chieti-Pescara e curatore-ideatore del weblog filosofico “La cittadella interiore”. Quella realizzata in questo contributo è una escursione analitica e coraggiosa attraverso il cusaniano De visione Dei (forse il testo cusaniano in cui più esplicitamente si affronta il tema dell’infinito). Dopo un’ottima inquadratura del contesto biografico, storico e teoretico in cui si situa lo scritto di Cusano, l’autore esamina quasi integralmente la prima parte del testo, al fine di osservare il concetto di infinito offerto dalle riflessioni del filosofo. Considerando “l’enigma sensibile” dell’icona che Cusano descrive, viene preso in considerazione il portato mistico dell’infinito cusaniano, e come esso conduca l’uomo-osservatore a una visione-distacco in grado realizzare, per doctam ignorantiam, la sua natura divina. Il contributo ha il grande merito di offrire una delineazione lucida e profonda di uno dei testi più importanti e complessi, per quanto riguarda la relazione umano/divino della filosofia rinascimentale.



1 commento:

Andrea Fiamma ha detto...

Segnalo anche l'articolo dedicato alla raccolta di saggi su Inform@zione.tv.