"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

venerdì, aprile 22

Mortuus erat...

...et revixit, perierat et inventus est; così Meister Eckhart, a partire da Lc 15,32, in una delle sue prediche più dense e profonde per insegnarci come le opere buone, anche se compiute sotto l'egidia della morte del peccato, possano tornare a nuova vita grazie allo Spirito che vivifica, se noi stessi diveniamo "uno Spirito con Lui". Ma come? "E più l'uomo si libera ed abbandona se stesso, più si avvicina a Dio, che è libero in sé". Divenire Spirito è abbandonare se stessi e così liberare le opere dal servizio cieco della volontà individuale; solo in questo modo possiamo abitare la Libertà e le nostre opere si trasfigurano: non più atti dell'umile Eigenschaft, bensì atti di Dio. Ecco, così anche quelle opere compiute nella morte dello Spirito, quando eravamo sotto il peccato e schiavi di noi stessi, si trasfigurano in opere buone. Nel fare dell'uomo agisce allora Dio stesso quando quel fare non è più figlio di una volontà individuale ma è ab-solutamente libero - ovvero è un fare niente. Ebbene in quel momento torniamo a nuova vita, alla vita dello Spirito, che eravamo prima di fluire nel tempo e nel mondo. Questa è la vera Pasqua dell'uomo, immagine bellissima della Pasqua di Dio.


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