"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

venerdì, marzo 30

"Sexting", "Binge drinking" e cyberbullismi: un devastante spaccato della vita degli under-20

Grazie ad una preziosa segnalazione, giorni fa ho avuto modo di visionare un'inchiesta di Repubblica a firma di Valeria Teodonio in merito ad alcuni fenomeni preoccupanti che emergono tra gli under-20 e tra i frequentatori della rete. E' importante leggere queste storie, che, invero per nulla toccanti, sembrano dipingere un quadro a tratti scuri e con grosse macchie di diseducazione diffusa - clicca qui per visionare l'inchiesta. Questa sera proporrei di interrogarsi brevemente sul tema, benché, ne sono conscio, a tal fine sarebbe necessaria una buona analisi sociologica di questi nuovi "fenomeni", che non sarei in grado di proporre. Premesso, dunque, che non si tratta di azzardare il parere di un esperto e che la mia opinione vale pressocché zero, posso dire che nell'articolo ho trovato tante "risposte" scontate; mi pare, difatti, che si tratti delle "solite" litanie che riemergono in questi casi: mancanza di comunicazione in famiglia, uso perverso dei nuovi strumenti (cioè, filosoficamente, legame etica-tecnica), stress portato da un mondo sempre più accellerato e quanto altro possibile. L'impressione è che, tuttavia, in luogo di analisi, questo "nostro" approccio "moderno" alla questione non possa che portarci a ripetere la medesima aporia, quanto è possibile. Mi spiego meglio.
 

Il paradosso, a mio avviso, è che se si prova ad andare più a fondo nell'analisi dei fenomeni, riconoscendo ad esempio una comune radice nelle molteplici espressioni di disagio giovanile, allora ci si scontra immediatamente con visioni del mondo totalmente differenti e in contrasto, motivo per cui da anni, invece che affrontare di petto la cosa, ci limitiamo a risposte preconfezionate. Inoltre risulta sempre curioso notare come in questi casi, (soprattutto da parte di chi, a cuor leggero, ha buttato il vecchio mondo dalla finestra) prevalga sempre e comunque una certa mentalità "voltairiana" secondo cui la colpa sarebbe di una non ben definita "società", che non sarebbe in grado di interpretare i disagi e le pulsioni di un mondo giovanile rappresentato perlopiù come animalesco ed istintivo - come se, appunto, l'uomo non sia tale dalla nascita ma divenga portatore di valori solo quanto riesca ad entrare in una società-comunità umana.

L'adozione di queste risposte preconfezionate dovrebbe a mio avviso stimolare tanto una riflessione storica quanto una filosofica. Mi sarebbe sembrato invece molto più ragionevole che gli stessi che puntano il dito contro la società attuale notassero come "una volta" - nel mondo passato, ovvero nella società che criticavano e che hanno voluto ribaltare - questi fenomeni avessero una minore incidenza e che quindi, probabilmente, il vecchio mondo non era da buttare del tutto. In effetti questi "cattivi illuministi" sono gli stessi che ci hanno raccontato di come la vecchia società fosse impositiva e corrotta e di come non solo non è pensabile una Verità che sarebbe misura adeguatissima dell'uomo (cit.) bensì siano da secolarizzare anche le molte verità dell'etica su cui un tempo veniva a formarsi una certa idea di comunità - per cui ha da regnare la totale indifferenza tra le molteplici visioni che le differenti tradizioni vogliono veicolare. L'analisi storico-filosofica che vorrei proporre è presto chiara: a mio avviso questa idea del post-moderno, combinata con un cattivo libertinismo, ci ha portato ad un "cattivo infinito", alla foga di negare tutto purché si affermi l'assenza assoluta di regole. E, forse, questi nuovi fenomeni ne sono semplicemente l'espressione più attuale.



1 commento:

sgubonius ha detto...

Buona Pasqua Andrea! (perdona l'anticipo sull'augurio e il ritardo nel rispondere al tuo articolo)

Più passa il tempo e più ti trovo conservatore!! D'altronde è un'evoluzione naturale no? Scherzi a parte credo che la differenza fra l'attuale gap generazionale e il precedente sia l'ulteriore de-idealizzazione. Prima ci si opponeva, oggi non semplicemente ci si aliena, non esiste nemmeno dialettica.

Quantomeno abbiamo sconfitto l'hegelismo e ci sono meno morti in piazza! :D