"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

sabato, agosto 8

Recensione a M.Cacciari, Hamletica

Ho avuto l'onore di apparire in prima pagina all'apertura della nuova versione del giornale dell'AIFR con la mia recensione all'ultimo testo di Massimo Cacciari, Hamletica (Adelphi 2009). Il sito dell'AIFR offre ora nuove funzionalità, tra le quali spicca il nuovo sistema di commenti integrato a facebook. Per maggiori informazioni e curiosità sul nuovo servizio vi indirizzo qui. Vi invito pertanto, con volontà a pazienza, a commentare direttamente sul sito dell'AIFR la mia recensione, che riporto qui nelle prime battute.


Massimo Cacciari ci ha abituato a testi di grande altezza speculativa e l'ultimo saggio pubblicato per Adelphi, dall'evocativo titolo Hamletica, rientra a buon diritto tra questi. I "luoghi" del pensiero occidentale che Cacciari tocca in questo saggio tripartito – Amleto, Kafka, Beckett – sono inusuali per la classica speculazione teoretica incentrata sui grandi temi della libertà, dell'agire e del pensare il Presupposto. L’Autore sin dalle prime battute chiarisce il percorso: «Dal to do, dall'agire che ancora sembra poter "decidere", pur nell'universale insecuritas di Amleto, all'agire smarrito, s-viato di K. nel Castello, che perviene all'immagine paradossale dell'intrascendibilità della propria stessa "in-compiutezza", a quello esausto, e perciò stesso inesauribile, di Beckett».

continua qui


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi hai fatto venire voglia di leggere il libro!

Anonimo ha detto...

ho letto il libro,anzi avrei dovuto.
pressupposto. Ciao Marta Fc