"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

domenica, agosto 23

Resoconto della serata con Cesare Catà

Nella serata del 21/08/2009 ad Ortona e precisamente nella Cattedrale di San Tommaso Apostolo si è tenuta la presentazione dell'ultimo testo di Cesare Catà, La Croce e l'Inconcepibile, con l'autore, il sottoscritto e Don Michele Di Lorenzo, protagonista della cultura cittadina e commentatore per alcune emittenti televisive. Come già anticipato nell'invito, benchè l'incontro sia stato occasionato dalla presentazione del testo nella serata si è svolta più generalmente un'introduzione al pensiero di Nicola Cusano, neoplatonico del 1400 in quanto l'autore risultava pressocchè sconosciuto alla maggioranza dei presenti ed è sembrato fuori luogo addentrarsi nello specifico. La Croce e l'Inconcepibile è difatti un testo specialistico, che tramite la lettura dei Sermoni mira a risistemare definitivamente Cusano all'interno del Cattolicesimo in seguito ad alcuni dubbi sull'ortodossia di determinate posizioni espresse in più luoghi testuali. Una per tutte, Cusano fu subito accusato di panteismo ed eresia dall'aristotelico Johannes Wenck con il De ignota letteratura (titolo ironico), nel quale il Wenck analizza passo passo il De Docta Ignorantia mostrando le quantità strabordanti di riferimenti ad Eriugena ed Eckhart. Altre accuse più o meno celebri hanno attraversato la storia delle letture cusaniane, in realtà alquanto scarna. Tra queste, Catà ha l'intenzione di riconsiderare in particolare quell'etichetta di "alterno nuotatore", che Giordano Bruno assegnò al Cusano, sua fonte prediletta, accusandolo di una sorta di schizzofrenia, come se di giorno il Cusano sostenesse determinate tesi da uomo di Chiesa e di notte, scrivendo i testi, facesse leva su altre, considerate troppo eterodosse epr esser diffuse alla luce del giorno. Questa sospetta ambiguità che attraversa tutto il pensiero di un Cardinale che ha alle spalle autori eretici come Ekchart ed Eriugena e dinanzi a sè quel Giordano Bruno che venne arso a Campo de Fiori nel 1600, è il nodo che l'autore ha intenzione di sciogliere criticamente. Per affrontarlo, Catà prova ad analizzare, giustapponendoli, i Sermoni e le ultime opere, soprattutto quel De apice theoriae dove, come il Cusano confessa, è custodita la chiave per comprende i suoi scritti - chiave che non a caso fornisce solo nel 1464, ossia quando la sua posizione di Cardinale e uomo di potere si fa indiscutibile.


La conferenza è stata interamente registrata. Chiunque volesse ricevere il Cd della serata, a titolo gratuito e di amicizia, mi contatti pure. Nel frattempo riporto il video della fase conclusiva della conferenza e parte della discussione con il pubblico:




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