"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

sabato, luglio 12

Noia

201. Niente è insopportabile all'uomo quanto di essere in un completo riposo, senza passioni, senza faccende, senza divertimento, senza un'occupazione. Avverte allora il proprio nulla, il proprio abbandono, la propria insufficienza, la propria dipendenza, il proprio vuoto. Subito saliranno dal profondo dell'animo suo la noia, l'umor nero, la tristezza, il cruccio, il dispetto, la disperazione.

B. Pascal, Pensieri tr. it A.Bausola, Bompiani 2006


3 commenti:

Andrea Fiamma ha detto...

Mi spiace che l'aforisma di Pascal non sia stato apprezzato.
Lo spunto, oltre che dalla mia personale lettura, mi è giunto dal precedente post sulla "noia" serale ortonese.
In ogni caso, passando oltre questa occasione, vi consiglio la lettura di alcuni passi di Pascal, che, pungente e diretto, coglie spesso spiazzati, ti mette di fronte ad esperienze e sentimenti quotidiani, sulla cui contraddittorietà o straordinarietà (a seconda dei casi), difficilmente ci soffermiamo a riflettere.

Antonio ha detto...

"La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani ". Leopardi nello Zibaldone ragiona molte volte sul concetto di noia. La descrive come sublime in quanto alta manifestazione sentimentale degna soltanto "di quelli in cui lo spirito è qualche cosa ". La noia non è male comune a tutti perchè la maggior parte delle persone si accontenta delle cose più frivole e prive di significato. Non è la natura dell'uomo ad essere colma di un'eterna insoddisfazione, ma soltanto quella di pochi uomini, e per questo la noia diventa un sentimento nobile. Non è noia quella di cui parla la maggioranza della gente, ma solo disoccupazione, in quanto essi sono "sfaccendati " e non "annoiati ". Voglio concludere dicendo che la noia, come l'insoddisfazione, l'inettitudine, non sono sentimenti pessimistici, anzi, vi è in queste espressioni forse la più alta carica di ottimismo, in quanto elevano l'animo di alcuni uomini al di sopra della massa, attribuendo a questi pochi la capacità di pensare non soltanto alle nullità del quotidiano.
"La noia è manifestamente un male, e l’annoiarsi una infelicità. Or che cosa è la noia? Niun male né dolore particolare ma la semplice vita sentita, provata, conosciuta, pienamente presente all’individuo e occupantelo "

Leopardi, Zibaldone di Pensieri.

Antonio

sgubonius ha detto...

Infatti Pascal (che io reputo uno degli uomini più grandi mai nati) parla della noia anche come assenza di malinconia/sofferenza.
Il grande uomo non subisce mai la noia perchè come dice Leopardi scova sempre la sublimità di ogni attimo, nella sofferenza come nella gioia. La persona semplice cade invece nella disperazione del vuoto che non è in grado di riempire con sè stesso, un sè limitato deve infatti divertire (in senso etimologico) dalla propria esistenza in altro.