"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

lunedì, marzo 16

Gianni Golfera e le Arti della memoria

Riprendo le riflessioni dopo un periodo di buio e stavolta con una singolare richiesta di informazioni. Ho sentito che ieri sera ad Ortona è stata organizzata una conferenza con ospite il dottor Gianni Golfera, conosciuto grazie all'elaborazione un metodo per potenziare le memoria o, più sommessamente, per facilitare la memorizzazione di determinate informazioni. Ho così dato uno sguardo sul suo sito (qui) e devo dire che l'insieme di messaggi pubblicitari e frasi ad effetto non mi ha stimolato ad entrare ma fermarsi lì sarebbe stato il segnale di un atteggiamento quantomeno superficiale e così ho dato uno sguardo al sito. Nella sezione "i suoi libri" trovo scritto: "Il Metodo di Gianni consiste nell'utilizzo della memoria visiva e della memoria spazio-temporale per apprendere qualsiasi tipo di informazione.". Il suo primo testo si chiama inoltre "memoria emotiva". L'assimilazione della memoria visiva al campo delle emozionalità mi ha richiamato alla memoria (appunto) la gnoseologia di Marsilio Ficino e di Giordano Bruno. In particolar modo secondo Bruno la memoria è un campo seminato che l'uomo ha il potere di far fiorire alla presenza di un'immagine evocatrice. Questa attività ha particolarmente effetto se insieme all'immagine noi associamo una determinato emozione. Così, all'inverso, per memorizzare efficacemente secondo Bruno dovremmo riuscire a conservare i ricordi con le emozioni che essi ci hanno procurato. Ovviamente queste ipotesi non sono isolate ma provengono da tutta una tradizione di "Arti della memoria" ovvero di studi sul campo della memoria e della memorizzazione di testi che ha trovato terreno dal medioevo fino al rinascimento. I chierici medioevali, ad esempio, erano soliti associare le scale concettuali presenti nei vademecum del buon teologo con gli elementi di alcuni percorsi a loro familiari, come ad esempio la strada che dalla sacrestia porta alla Chiesa o viceversa. Nel corso del 1400 questa tradizione ha avuto un periodo importante con le famose ruote di Raimondo Lullo e le estrose composizioni di Camillo Romano. Mi interessava sapere da chi ha partecipato all'incontro se Gianni Golfera ha attinto a questi studi o se le affinità sono solo casuali, grazie.


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